ArtCraft, la suite gratuita che sfida Adobe e Microsoft
Pubblicato il 17/10/2026 da Giuseppe Riccio

ArtCraft è la nuova suite open source sviluppata in Rust, che si propone al pubblico come alternativa concreta al Creative Cloud di Adobe e al pacchetto Office/365 di Microsoft. Disponibile per Windows, macOS e Linux, la suite non richiede alcun abbonamento per essere utilizzata ed è scaricabile in modo totalmente gratuito tramite ArtCraft Launcher. Inoltre, per chi volesse integrare nelle app i più recenti modelli di intelligenza artificiale generativa, esistono dei piani a pagamento che forniscono crediti da utilizzare con Nano Banana, GPT-Image o Seedance: basta registrarsi sulla piattaforma ArtCraft e sottoscrivere uno degli abbonamenti proposti.
Il progetto, creato da Brandon Thomas, riunisce tredici “cloni” dei più famosi programmi di Adobe, Microsoft e Autodesk, con l'obiettivo di offrire agli utenti degli strumenti multipiattaforma di alto livello, indipendenti dalle grandi software house e soprattutto senza costosi abbonamenti. Ecco le app che compongono la suite:
- PhotoCraft (editing delle immagini, alternativa a Photoshop)
- LightCraft (gestione e sviluppo della libreria fotografica, alternativa a Lightroom)
- VectorCraft (grafica vettoriale, alternativa a Illustrator)
- FigCraft (design delle interfacce e prototipazione, alternativa a XD)
- FilmCraft (editing video, alternativa a Premiere)
- EffectCraft (animazioni ed effetti visivi, alternativa ad After Effects)
- SoundCraft (editing e montaggio audio, alternativa ad Audition)
- DesignCraft (impaginazione e pubblicazione, alternativa a InDesign e Publisher)
- PdfCraft (gestione dei documenti PDF, alternativa ad Acrobat)
- WordCraft (editing dei documenti testuali, alternativa a Word)
- GridCraft (fogli di calcolo e analisi dei dati, alternativa a Excel)
- DeckCraft (presentazioni, alternativa a PowerPoint)
- CadCraft (disegno tecnico, alternativa ad AutoCAD)
Thomas descrive la sua creazione come una “reimplementazione clean room” (letteralmente “in camera bianca”), termine che in gergo legale indica un software progettato per replicare le funzionalità di un altro senza copiarne il codice sorgente o le risorse protette da copyright. Lo sviluppatore racconta di aver avuto l'idea dopo che Adobe gli aveva addebitato più volte delle penali per la cancellazione dei suoi abbonamenti al Creative Cloud. A quel punto avrebbe deciso di affidarsi a Claude Opus 5.5 per sviluppare il codice Rust necessario per le sue app. Le prime sette, quelle dedicate ai programmi Adobe, hanno preso forma in meno di due settimane di sviluppo pubblico, grazie anche al contributo di altri sviluppatori e di diversi strumenti di IA oltre a Claude, come Codex di OpenAI e GitHub Copilot.
Il risultato è una suite che ricalca molto fedelmente, nell'aspetto e nella maggior parte degli strumenti disponibili, i più rinomati software commerciali, anche se per ora appare un po' grezza nell'estetica, limitata nelle opzioni e non certo esente da difetti. Secondo le stime dello stesso team di sviluppo, l'app più matura è VectorCraft, pronta al 65% circa per un uso professionale rispetto a Illustrator, con l'88% delle funzioni già presenti. Seguono PdfCraft (55%, che sale al 66% per gli usi di base), FilmCraft (55%), LightCraft (49%) ed EffectCraft (47%, ma con il 91% delle funzioni di After Effects già implementate).
PhotoCraft, invece, si ferma al 45%: va bene per le funzioni più comuni, come regolazioni, ritagli e filtri, mentre la differenza è molto più marcata quando si tratta di tool specifici o dell'ecosistema che ruota attorno a Photoshop. L'app, infatti, non supporta i plugin di terze parti in formato .8BF, gli script, le azioni registrate né i servizi cloud come Adobe Fonts e le Librerie, puntando invece su un proprio sistema di plugin isolati, che però è ancora tutto da costruire.
C'è da dire che il progetto è in fase alpha e quindi c'è ancora molto da sistemare, ma i risultati ottenuti in così poco tempo sono notevoli. Con aggiornamenti continui, ulteriori rifiniture, correzioni dei vari bug e soprattutto con l'aiuto dei modelli di IA più recenti, è probabile che Thomas riesca a centrare l'ambizioso obiettivo che si è prefissato: la piena parità con le app commerciali. Magari non entro un mese, come lui stesso aveva annunciato forse troppo frettolosamente. E sempre che Adobe non decida di intervenire per vie legali, forte delle migliaia di brevetti e diritti che tutelano non solo il codice, ma soprattutto il design e le funzionalità dei suoi programmi.